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I Padroni dell’aria

Mastru, i posti in cui viviamo sono sempre più vuoti, sono sempre più fintamente pieni. Da qualche anno mi gira nella testa una cosa che credo sia arrivato il momento di mettere nero su blog.

Eravamo in una delle passeggiate di Transluoghi e si parlava delle persone che popolano o che spopolano i piccoli paesi del Cilento meridionale. Le nostre comunità sono generose di suggestioni come queste, si lasciano avvolgere dai pensieri che le riguardano, in maniera dolce, senza lamentarsi tanto, sembra quasi che il vuoto lasciato da chi ha deciso di lasciarle senta il bisogno di essere riempito dai pensieri di chi invece ha deciso di viverci.

Passeggiando tra le pietre e gli arbusti, pensavo che quando arrivi in un posto dovresti preoccuparti di cercare un Padrone dell’Aria, uno che “possiede” lo spirito di quel luogo e lo anima con la sua presenza.

Esistono i padroni materiali di un luogo, quelli che ne posseggono l’atto notarile insomma e poi esistono i padroni dell’aria. Qualche volta, spesso fortunatamente, i due padroni abitano nello stesso corpo, ci sono però le dovute eccezioni.

Da quel giorno questa riflessione ha iniziato a lavorare in me, ho iniziato a pensarci, ad interrogare qualche amico che conosce la materia umana da più tempo di me. Ho iniziato a cercare padroni dell’aria ovunque, ho capito ad esempio che ci sono alcune persone, in alcuni angoli della strada che padroneggiano l’aria in maniera sublime, che senza di loro quel posto sarebbe più povero.

Ho visitato posti turistici in cui dopo le prime dieci parole ufficiali, della guida messa lì per raccontare la storia di quel luogo, ho deciso di fuggire in cerca di un padrone dell’aria.

Ho visitato aziende fortunate nelle quali il titolare e il padrone dell’aria sono la stessa persona ma anche aziende meno fortunate guidate da persone che ancora non sono riuscite a guadagnarselo questo “titolo”.

Ho visto artigiani entrare in botteghe vuote fino al momento in cui la loro presenza era fuori dalla porta, ed ho visto mamme, entrare in casa e riempire, per incanto, grazie alla loro presenza ogni vuoto, illuminare ogni angolo.

Non sono convinto di aver scoperto tutto sui padroni dell’aria e questo mi rende felice assai. Quando entro in un posto o visito un luogo nuovo non faccio altro che guardarmi intorno alla ricerca di un nuovo padrone dell’aria.

In questa mia ricerca ho scoperto anche luoghi orfani, luoghi in cui non ci sono più Padroni dell’aria.

 

Ogni padrone, ogni padronanza, lascia un’eredità. Credo che questo strano titolo muoia con le persone che lo guadagnano e lo onorano in vita. La padronanza dell’aria non si può trasferire, nessun notaio ti darebbe la Padronanza dell’aria perché la teneva tuo nonno. Ogni volta che un padrone dell’aria muore c’è un vuoto da riempire, oggi, più che mai, abbiamo bisogno di persone pronte a diventare anche Padroni dell’aria.