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Maurizio e il coraggio del racconto

La storia di un padre che nel racconto ha trovato la forza di agire.

Perdonami questa lunga assenza. Nelle scorse settimane sono stato molto occupato, sono diventato padre per la seconda volta e questo mi ha riempito le giornate in modo diverso dal solito.

Caro Mastru,

ho deciso di riprendere a scrivere con una “storia di Bottega” che forse non ti aspetti. Una storia che di “bottega” ha apparentemente poco. Qui non troverai gli artigiani che spesso popolano le nostre storie. Leggerai e vedrai un artigiano particolare. Maurizio è il suo nome. Un padre, che come ogni padre, nel fare il suo mestiere è un artigiano.

Camilla è una delle tre creature che Maurizio ha messo al mondo.

Adesso devo farti conoscere Maurizio, vieni con come, guardati questo video:

 

Maurizio di fronte alle mancate risposte delle istituzioni, di fronte ai mancati aiuti e di fronte all’isolamento che spesso vivono le famiglie con figli autistici, si è industriato. Ha cercato risposte e strumenti per affrontare il problema. Ha studiato diventando in certi casi anche più preparato di coloro che dovevano dargli delle risposte.

Un giorno Maurizio è entrato nella mia bottega, con l’umiltà e il sorriso dolce che lo contraddistingue, mi ha detto: “ho visto alcuni tuoi racconti, mi farebbe piacere raccontarti la nostra storia, la storia mia e di Camilla, ti va?”

Gli ho detto di si ed insieme abbiamo realizzato il video che hai visto. Maurizio, intanto, stava facendo un sacco di altre cose. Cose splendide, tipo portare avanti un’associazione che mette insieme le famiglie dei bambini autistici del suo territorio, provare a fare fronte comune e avere maggiore peso nelle richieste. Mi ha spiegato che è molto difficile, in molti casi non si riesce a parlare del problema, si prova a nasconderlo il più possibile.

La sua storia mi ha fatto riflettere su un paio di cose sulle quali vale la pena soffermarsi quando si parla di racconti che aiutano a migliorare le proprie condizioni. Racconti che migliorano le proprie relazioni con le cose e le persone del mondo. Racconti che ti fanno sentire meno solo. Racconti che ti permettono di ricreare la tua condizione di disagio.

E se Maurizio non avesse trovato il coraggio di raccontare la storia della sua famiglia e della sua Camilla? Se Maurizio non avesse deciso di agire attraverso il racconto, di realizzare l’associazione ABA, con la quale va in giro a parlare della sua storia e prova a dare un piccolo sostegno alle famiglie come la sua?

Raccontare in questi casi può essere un rischio, non sempre trovi persone disposte ad ascoltarti, i tuoi problemi sono solo i tuoi ma possono diventare anche quelli degli altri (prima, poi o mai, questo dipende solo da te!).

Pensa che Maurizio sta per lanciare una campagna per l’associazione nella quale ha realizzato, insieme all’aiuto di tanti amici, delle magliette fantastiche. Maglie con delle frasi che fanno pensare ad aspetti critici della vita di un autistico, visti in chiave ironica, sia per un autistico che per un normodotato. Utilizzando ben tre lingue: il dialetto cilentano, l’italiano e l’inglese.

non mordo-aba

Ecco, questa ed altre cose mi fanno pensare che non sempre tutto è perduto e che anche in casi di forte difficoltà, il coraggio di raccontare le cose e di metterle in relazione con gli altri può generare opportunità e può moltiplicare valore.

Grazie al racconto Maurizio è riuscito a stare meglio e a cogliere gli aspetti migliori da una “patologia invalidante” come l’autismo. Sai, ti confesso una cosa, rivedendolo, qualche giorno fa mi ha detto che per lui sono importanti queste tre cose: la crescita, la condivisione e le conoscenze!